Spiegamelo Facile
SPIEGAMELO FACILE
Per chi lavora in proprio e non ha tempo per le cazzate

Il cliente arrabbiato del tuo concorrente lavora gratis. Per te.

Manda un agente AI a leggere le recensioni a una stella degli altri. Torna con una proposta per la tua offerta.

Sotto il naso

Una stella su cinque vale più di dieci idee per distinguerti

Noi quelle recensioni le troviamo più utili di qualsiasi analisi di mercato. Sgrammaticate, esagerate, a volte pure ingiuste. Eppure dicono una cosa che nessun consulente ti dirà con quella precisione: cosa manca a chi compra un servizio come il tuo. Tipo: il lavoro era fatto bene, ma nessuno ha spiegato al cliente come usarlo. Oppure: il prodotto funziona, ma per avere assistenza serve una seduta spiritica.

Pensaci. Dentro una lamentela c'è spesso una rogna che tu sai già risolvere. Da anni. Solo che nella tua offerta non c'è scritto da nessuna parte che la risolvi, perché per te è ovvio.

La reazione più comune, quando uno vuole «distinguersi», è aprire ChatGPT e scrivere «dammi dieci idee per differenziarmi dalla concorrenza». Sai cosa esce? Qualità. Cortesia. Attenzione al cliente. Aggiungi «dal 1987» e hai rifatto il sito di mezzo Paese (compreso, forse, il tuo).

E qui casca l'asino: per distinguerti non devi inventare niente. Devi trovare la rogna che gli altri lasciano lì e scrivere chiaro e tondo che tu la risolvi. Per questo noi l'AI la useremmo al contrario. Invece di farle dire cose belle su di te, le faremmo leggere quello che i clienti degli altri urlano da mesi. È l'ovvio che tutti ignorano, perché sta lì sotto il naso.

Fra l'altro, quelle recensioni non le leggi solo tu. Le legge anche l'AI che oggi consiglia ristoranti e professionisti a chi le chiede «chi mi consigli?». Search Engine Journal, una rivista di settore, ha elencato i segnali che l'AI guarda: legge il testo delle recensioni, non solo il voto. Quattro stelle con sotto una sfilza di lamentele, per l'AI, valgono meno di quattro stelle pulite. Roba grossa, se ci pensi.

Tre esempi (inventati, ma hai presente)

Tre rogne, tre mosse

Facciamo tre esempi. Inventati, eh. Però se leggi e pensi «non è il mio caso»… è il tuo caso.

Sei un commercialista. Nelle recensioni dei tuoi concorrenti trovi cinque, sei volte la stessa cosa: «Gli scrivo, mi risponde dopo venti giorni e quando risponde non ho capito cosa devo fare». Mossa possibile: dichiari entro quanti giorni risponde lo studio, e chiudi ogni risposta con due righe in italiano corrente, cioè cosa deve fare il cliente ed entro quando. Ti tocca organizzarti per tenere quei tempi, chiaro. Ma al cliente stai dando una cosa precisa. La «consulenza a 360 gradi» può aspettare: 360 gradi è un giro completo, cioè torni esattamente dov'eri. Il cliente, intanto, vorrebbe solo sapere da che parte girarsi.

Sei un artigiano. La lamentela che torna è «ho perso una giornata ad aspettarlo». Mossa possibile: appuntamenti in una fascia di due ore, non «in mattinata», e un messaggio se sei in ritardo. Sembra una cosa da niente. Però chi ti chiama deve anche lavorare, portare i figli a scuola, vivere. Non può fare il custode del citofono. E se lo fai davvero, dillo quando presenti il servizio, perché quasi nessuno lo dice.

Hai un'agenzia che fa siti. La frase che leggi più spesso: «mi hanno consegnato il sito e sono spariti. Per cambiare l'orario di apertura non so dove mettere le mani». Mossa possibile: un video di dieci minuti sulle modifiche più comuni, e un controllo a un mese dalla consegna. Il cliente riceve il sito e anche il libretto di istruzioni (quello della lavatrice lo buttiamo via tutti; questo no).

Ci siamo? Tre rogne, tre risposte che sapevi già dare. Mancava solo leggere le lamentele e mettere le risposte nella tua offerta. Tutto qui.

Il prompt

Tu dai l'incarico. L'agente si fa il mazzo.

Sia chiaro: la ricerca non la devi fare tu. Se per «delegare» devi passare il sabato a copiare e numerare recensioni, hai assunto un direttore che dà ordini a te (e paghi pure tu l'abbonamento).

Serve un agente AI, cioè un'AI che non si limita a risponderti ma va su internet e lavora da sola (qui spieghiamo cos'è, con l'esempio di ChatGPT). Gli dai l'istruzione qui sotto, riempiendo solo le parentesi quadre: attività, clienti e limiti li deve sapere da te. Non se li può inventare. O meglio: se li può inventare eccome, ed è esattamente il motivo per cui glieli dici tu.

Copia e incolla nel tuo agente

Faccio [attività e cosa vendo]. I miei clienti sono [chi]. Lavoro in [zona, se conta]. Questi sono i miei limiti: [tempo, capacità, cose che non voglio offrire].

Trova attività o prodotti simili ai miei. Cerca recensioni e discussioni pubbliche che raccontino problemi concreti, dando priorità al materiale recente e usando più fonti disponibili.

Raccogli i testi accessibili in un file, numerali, conserva i link e le date disponibili, elimina i doppioni. Distingui i problemi che tornano nel materiale raccolto dai casi isolati. Se una fonte è inaccessibile, segnalalo e cercane un'altra. Non inventare recensioni.

Dammi prima UNA proposta concreta: cosa cambiare nella mia offerta, cosa riceverebbe il cliente, come presentarla in poche righe e come verificare se interessa prima di investirci tempo e soldi. Spiega perché l'hai scelta, con i riferimenti ai commenti e i limiti della ricerca. Non inventare prezzi o vendite previste.

Lascia il materiale completo nel file, così posso controllarlo. Non contattare persone e non pubblicare nulla.

Quando l'agente torna con la proposta, entra in gioco il tuo mestiere: quella promessa la riesci a mantenere tutti i giorni? Quanto lavoro ti costa? A un cliente vero, di quelli che pagano, interessa? Queste tre cose l'agente non le sa. Non ha mai aspettato un bonifico.

I nostri 2 satoshi

Le recensioni sono indizi, mica contratti firmati

Diciamocelo: anche una persona molto arrabbiata può chiedere una cosa che per te non ha senso offrire. Il cliente che pretende il commercialista reperibile la domenica sera esiste, eccome. Ma non è il tuo prossimo prodotto. Che se lo veda qualcun altro.

E già che ci sei: le recensioni tue, le stai raccogliendo o aspetti che il cliente ci pensi da solo? Qui spieghiamo come chiederle senza imbarazzo.

Ma il punto è un altro. Fino a ieri la domanda era «come faccio a essere innovativo?». Risposta tipica: un logo nuovo e lo stesso identico problema di prima. Forse la domanda giusta non è «cosa mi invento?». Ma: «per quale rogna stanno già urlando contro i miei concorrenti, e io la so risolvere da anni?»

Solo lo sciocco impara dai propri errori. Il saggio impara da quelli degli altri. Il furbo se li fa cercare da un agente AI mentre è al mare. — Otto von Bismarck, aggiornato al 2026
— Quelli di Spiegamelo Facile

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