Spiegamelo Facile
SPIEGAMELO FACILE
Per chi lavora in proprio e non ha tempo per le cazzate

Il tuo dentista non si scusa quando alza il listino

Il silenzio dopo l'invio non è ancora un no.

In questo numero

IL SISTEMA DELLA SETTIMANA

Il tuo dentista non ti manda una mail di scuse

A gennaio il dentista ha alzato il listino. Non ti ha scritto una mail lunga tre schermate. Non ha allegato il prospetto dei costi di sterilizzazione con le voci in grassetto. Ha stampato il foglio nuovo e l'ha appeso in sala d'attesa, sotto il poster dello spazzolino. Tu hai letto, hai fatto una faccia, e hai preso l'appuntamento lo stesso.

Ecco: quello è il modello. Non la mail in cui spieghi che «purtroppo, a causa dell'aumento generalizzato dei costi, mi trovo costretto...». Quella frase lì non alza il prezzo, chiede il permesso di alzarlo. E chi chiede il permesso si becca la trattativa.

Anna Burgess Yang su Fast Company parte da un'osservazione che dovrebbe stare appesa sopra la scrivania di ogni partita IVA: in azienda l'aumento lo avvia qualcun altro. C'è un capo, una revisione annuale, un modulo. Quando lavori per conto tuo non arriva nessuno con il modulo. Se non lo fai partire tu, non parte. E i tuoi costi, nel frattempo, partono benissimo da soli.

Il mito da smontare è che l'aumento vada giustificato. No. Va comunicato. Sono due mestieri diversi.

  1. Decidi la data prima del numero. Non «quando mi sentirò pronto» (quel giorno non è mai stato avvistato). Scegli una data reale, tipo il primo del mese fra sei settimane, e da lì lavori all'indietro.
  2. Applica il prezzo nuovo ai nuovi contatti, subito. Chi non ti conosce non ha un archivio delle tue vecchie tariffe. Se tre preventivi su quattro passano al listino nuovo, hai la risposta prima di parlare con i clienti storici (e ti risparmi due settimane di monologhi sotto la doccia).
  3. Scrivi tre righe, non trenta. «Dal 1° ottobre la mia tariffa passa a X. Per te resta la vecchia fino a fine progetto. Ti mando il nuovo listino in allegato.» Fine. Niente «purtroppo», niente inflazione, niente carrellata sui tuoi anni di sacrifici. Ogni riga di spiegazione in più è una maniglia a cui il cliente si può aggrappare.
  4. Metti in conto il silenzio. Il cliente non risponde entro un'ora. Non è un no, è un cliente che aveva altro da fare quel giorno. La tentazione è mandare il messaggino di ammorbidimento («ovviamente ne possiamo riparlare!»): quello sì che è un no, e te lo sei dato da solo.
  5. Stabilisci quanti puoi perderne, prima. Facciamo i conti in croce: alzi del 25% e ne perdi uno su cinque. Fatturi uguale e hai una casella di posta più leggera. Se invece li tieni tutti, hai alzato troppo poco.

«Il coraggio è il superamento della paura», frase che viene spesso attribuita a Tiziano Terzani. Qui la paura è doppia e va scelta: quella di perdere il cliente, oppure quella di ritrovarti a servirlo per altri due anni a un prezzo che ti fa rimandare le fatture in fondo alla lista delle cose che ti piacciono.

Cosa non ci convince del pezzo di Fast Company: dà per scontato che tu abbia un flusso di lavoro decente. Se hai due clienti e uno pesa il 70% del fatturato, questa non è una strategia di prezzo, è una scommessa. Prima di toccare il listino, trovane un terzo.

STRUMENTO LAMPO

Fatti presentare da chi ti ha già visto lavorare

Quarto tentativo di riscrivere la bio del sito. Cancelli tutto e ricominci da «Professionista appassionato di». Poi chiudi il portatile e vai a mettere la lavastoviglie, che è più gratificante.

Su r/ChatGPT gira un'idea semplice che risolve il blocco: invece di descriverti tu, chiedi a ChatGPT di presentarti lui, basandosi su tutto quello che gli hai scritto in mesi di conversazioni. Funziona anche con il piano gratuito, purché tu abbia la memoria attiva e un po' di storico alle spalle (la disponibilità della funzione varia da account ad account: controlla nelle impostazioni).

La richiesta da incollare, così com'è: «In base a tutto quello che sai di me dalle nostre conversazioni, scrivi tre presentazioni professionali di 60 parole ciascuna: una per il sito, una per LinkedIn, una da usare quando mi presento a un cliente nuovo. Basati su cosa faccio davvero, non su cosa dico di voler fare.»

Quello che torna indietro è più concreto della tua autodescrizione, perché pesca dai problemi veri che gli hai portato — i preventivi, i clienti difficili, le cose che rifai da tre anni senza chiamarle competenza. Un avvertimento: tende a essere generoso. Taglia gli aggettivi, tieni i fatti. Quella lì è la tua bio.

LA MOSSA VELOCE

Scrivi le regole prima che arrivi l'agente

@AI_Operator_HQ ha messo il dito su uno spostamento che sta già avvenendo: gli agenti AI passano dalla chiacchiera all'esecuzione — filtrano i contatti in arrivo, portano avanti flussi di lavoro dall'inizio alla fine, non si limitano più a rispondere. Nei prossimi mesi, secondo lui, diventeranno accessibili anche a chi non ha uno sviluppatore in rubrica.

La mossa, oggi, non è comprare niente. È aprire un documento e scrivere le tue regole di qualificazione in quaranta minuti: quali richieste accetti, sotto quale budget dici no, quali tre domande fai sempre prima di preparare un'offerta, quale risposta ti fa capire che quel cliente ti darà problemi.

Ecco il punto che chi vende agenti tende a saltare: l'agente esegue le tue istruzioni, non le migliora. Se le tue regole sono confuse, ti moltiplica la confusione a velocità industriale.

Intanto quel documento lo usi tu. E scoprirai che metà dei clienti che ti fanno perdere tempo li avevi già riconosciuti alla prima mail.

Il prezzo di ogni cosa è la fatica che ci è costata acquistarla. Tranne quando dici al cliente che hai alzato le tariffe: lì il prezzo è il silenzio imbarazzante di tre giorni prima che risponda 'ok'.
— Quelli di Spiegamelo Facile

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