C'è una data che il settore della robotica preferiva tenere vaga: «fra dieci anni». Il problema è che quella data non si avvicinava mai — era sempre fra dieci anni, qualunque anno fosse. Figure 03 — il robot umanoide sviluppato dall'azienda americana Figure AI — ha completato un turno autonomo di otto ore consecutive a livelli di rendimento paragonabili a quelli umani, senza script predefiniti e senza teleoperazione. Zero operatori umani al joystick. E siamo nel 2026, non nel 2036.
L'automazione fisica — cioè la capacità di macchine umanoidi di svolgere lavoro manuale ripetitivo in ambienti reali, non controllati da laboratorio — è arrivata prima di quanto quasi nessuno avesse previsto. Vale la pena capire cosa ha fatto esattamente Figure 03, perché questo risultato è diverso dai precedenti, e cosa cambia da oggi in poi per chi lavora con le mani, gestisce una piccola impresa, o semplicemente vuole capire dove stiamo andando.
Cos'ha fatto esattamente Figure 03 durante il turno da 8 ore?
Hai presente quell'immagine dei robot Boston Dynamics che fanno parkour sui video virali? Bello da guardare, pochissimo utile in fabbrica. Quello che ha fatto Figure 03 è l'opposto: noioso da vedere, devastante come implicazione pratica.
Figure 03 è un robot umanoide autonomo — un sistema che percepisce l'ambiente circostante, prende decisioni in tempo reale e compie azioni fisiche senza che un essere umano lo guidi remotamente. Secondo i materiali tecnici pubblicati da Figure AI, il robot ha completato un intero turno lavorativo di otto ore consecutive eseguendo compiti fisici a livelli di rendimento paragonabili a quelli di un operaio umano, senza intervento di teleoperatori esterni. Il sistema non seguiva sequenze di movimenti pre-programmati come un braccio robotico industriale classico: stava interpretando l'ambiente, adattandosi agli imprevisti, e continuando a lavorare per otto ore di fila. I dettagli metodologici completi — tipo di ambiente, compiti specifici, definizione operativa di «intervento umano zero» — sono parzialmente disponibili in quei materiali, e su questo torneremo nella sezione dedicata allo scetticismo.
La differenza con i robot industriali tradizionali è quella che c'è tra un'istruzione da seguire e una situazione da gestire. Il braccio robotico della catena di montaggio sa fare una cosa benissimo, sempre allo stesso modo, in condizioni identiche. Figure 03 ha dimostrato di poter lavorare in condizioni variabili per una giornata intera, senza assistenza.
Perché questo risultato era atteso per il 2036?
L'autonomia robotica in ambienti fisici non strutturati è considerata uno dei problemi più difficili dell'ingegneria moderna. Gli ambienti reali — una fabbrica, un magazzino, un cantiere — sono caotici: oggetti fuori posto, superfici irregolari, imprevisti continui. I robot industriali classici funzionano bene perché lavorano in ambienti progettati per loro: posizioni fisse, sequenze prevedibili, tolleranze millimetriche garantite. Spostarli di un centimetro e si bloccano.
Per questo i principali analisti del settore — tra cui quelli di Goldman Sachs in un report del 2024 — stimavano un mercato della robotica umanoide di 38 miliardi di dollari entro il 2035, una cifra rivista al rialzo di sei volte rispetto alle stime precedenti, a conferma di quanto rapidamente il settore stia accelerando. Figure 03 ha bruciato molte delle previsioni più conservative di appena qualche anno fa.
Come mai così in anticipo? Due fattori principali, entrambi abbastanza concreti da essere nominati. Primo: i modelli di linguaggio e visione di grandi dimensioni — in particolare le architetture transformer applicate a dati visivi e motori, come quelle alla base dei sistemi di controllo di Figure AI sviluppati in collaborazione con OpenAI — hanno risolto in pochi anni problemi di percezione e pianificazione del movimento che sembravano intrattabili: riconoscere un oggetto parzialmente nascosto, anticipare dove cadrà se spinto, decidere quale presa usare in base alla forma. Secondo: la miniaturizzazione dell'hardware di calcolo — chip come il Jetson Thor di NVIDIA, progettato esplicitamente per robotica umanoide — ha reso possibile inserire la potenza necessaria direttamente nel corpo del robot, eliminando la dipendenza da server remoti con latenza incompatibile con il movimento fisico in tempo reale. Il punto di incontro tra questi due progressi è arrivato prima del previsto.
Un modo concreto per capire la velocità: nel 2022 i migliori robot umanoidi riuscivano a malapena a camminare su superfici irregolari senza cadere. Nel 2026 uno di loro ha completato un turno di lavoro. Quattro anni.
Quali settori lavorativi sono davvero a rischio con l'automazione fisica?
Fino a ieri, l'automazione fisica era largamente limitata a compiti altamente ripetitivi in ambienti standardizzati: linee di assemblaggio automobilistico, picking in magazzini organizzati come Amazon Robotics li vuole. Il resto — logistica dell'ultimo metro, manutenzione, costruzione, agricoltura, ristorazione, pulizie — era considerato troppo caotico per essere automatizzato a breve termine. Figure 03 sposta quella soglia in modo significativo.
Il World Economic Forum stimava che circa 85 milioni di posti di lavoro globali sarebbero stati ridefiniti dall'automazione entro il 2025. Quella proiezione è stata formulata prima dei recenti progressi nella robotica umanoide, e le stime più aggiornate del settore suggeriscono che l'esposizione dei lavori di manipolazione fisica in ambienti semi-strutturati nella seconda metà del decennio sarà più alta di quanto quelle cifre indicassero. I settori più esposti nel breve-medio termine sono la logistica di magazzino, l'assemblaggio manifatturiero, e alcune fasi della distribuzione. I settori che restano più protetti, almeno per ora, sono quelli che richiedono giudizio sociale complesso, creatività non routinaria, o intervento in ambienti del tutto imprevedibili come un cantiere edile in corso d'opera.
Detto questo: il fatto che Figure 03 abbia completato un turno non significa che domani mattina ogni magazzino d'Italia sarà svuotato di persone. Il costo di un robot umanoide di questo livello, la sua manutenzione, la formazione necessaria per integrarlo nei processi esistenti — tutto questo crea un ritardo di adozione reale. Ma il ritardo si misura in anni, non in decenni. E questa è una differenza che vale la pena capire bene.
Cosa significa per le piccole imprese italiane l'arrivo dei robot umanoidi?
Per una piccola impresa manifatturiera o un artigiano con tre dipendenti, Figure 03 sembra lontanissimo. E in parte lo è: i prezzi dei robot umanoidi variano significativamente a seconda del modello e del produttore, con soluzioni enterprise che possono arrivare fino a 150.000-320.000 dollari per unità, senza contare integrazione e manutenzione. Non è roba da partita IVA con uno spazio in affitto.
Ma c'è un meccanismo strutturale che vale la pena tenere d'occhio, e il dato Istat aiuta a capirlo. Il settore manifatturiero italiano conta circa 400.000 imprese attive con meno di 50 addetti — dati Istat 2024. Questa frammentazione ha storicamente rallentato l'adozione di tecnologie costose, perché nessuna singola impresa aveva la scala per ammortizzarle. Ma quella stessa frammentazione produce un effetto opposto quando la tecnologia scende di prezzo: non esiste un interlocutore sindacale centralizzato che possa negoziare i tempi della transizione come è avvenuto in altri settori in altri paesi. Quando il costo di un robot umanoide scenderà sotto la soglia di accessibilità per le medie imprese — e i trend storici di altri hardware suggeriscono che ci vorranno cinque-otto anni — quelle 400.000 imprese si troveranno a competere con player che li integrano, senza che nessuno abbia negoziato i tempi per loro e senza che la maggior parte di loro abbia avuto il tempo di prepararsi.
Per chi gestisce una piccola impresa e si chiede come approcciarsi all'automazione, la domanda concreta non è «compro un robot umanoide?» ma «sto costruendo un'attività che regge se tra cinque anni il costo del lavoro fisico scende bruscamente?» I direttori operativi dei grandi player stanno già facendo questa domanda ai loro consulenti strategici. Le piccole imprese di solito la ricevono con dieci anni di ritardo. Questa volta, forse, si può arrivare prima.
Figure 03 è davvero una svolta o è ancora marketing robotico?
Giusto essere scettici. Il settore della robotica umanoide ha una storia illustre di annunci spettacolari seguiti da anni di silenzio. Figure AI non è immune da questa logica: è un'azienda che ha raccolto capitali importanti — tra cui un round da 675 milioni di dollari nel 2024 con partecipazione di Microsoft, OpenAI, NVIDIA e altri — e che ha tutto l'interesse a comunicare i propri progressi nel modo più impattante possibile.
Detto questo, il dato del turno da 8 ore è diverso da un video promozionale per una ragione specifica: un video può essere montato per sembrare fluido anche quando ci sono interruzioni. Un turno di lavoro di otto ore consecutive in condizioni operative reali è un test di durata che si può falsificare molto meno facilmente, perché richiede che il sistema non si blocchi, non richieda reset, e non degradi le prestazioni nel corso del tempo — tre problemi storicamente distinti e tutti difficili da risolvere insieme. La contraddizione da tenere a mente è questa: i dettagli metodologici completi non sono ancora pubblici, quindi il dato va trattato come un'affermazione credibile ma non ancora verificata indipendentemente, non come un fatto consolidato. La direzione è chiara. La velocità con cui ci stiamo arrivando è quella che merita attenzione. La verifica rigorosa è quella che merita pazienza.
Cosa fare adesso con questa informazione?
Nessuno ti sta chiedendo di comprare un robot. Ma ci sono tre cose concrete da fare, con orizzonti temporali diversi.
Nel breve termine: mappa quali parti del tuo lavoro o della tua attività sono fisicamente routinarie e ripetibili in ambienti semi-strutturati. Non per automatizzarle tu domani — ma perché se il valore che offri è concentrato lì, hai un problema che costa meno affrontare oggi che tra cinque anni, quando il mercato avrà già risposto per te.
Nel medio termine: se gestisci un'impresa manifatturiera, inizia a seguire i prezzi dei robot umanoidi come segui i prezzi delle materie prime. Non sono ancora rilevanti per te, ma il momento in cui lo diventeranno arriverà senza un annuncio ufficiale. Chi ha già una soglia di prezzo in testa quando quel momento arriva prende decisioni migliori di chi lo scopre all'ultimo.
Nel lungo termine — e questa è la domanda che vale la pena portarsi a casa — il tuo valore professionale dipende da qualcosa che una macchina non può ancora fare, o da qualcosa che una macchina non potrà fare nemmeno tra dieci anni? Non è una domanda retorica, perché la risposta cambia cosa fai lunedì mattina. E la differenza tra le due categorie, dopo Figure 03, è diventata più sottile di quanto molti pensassero.