Quale AI devi usare?
Meta supera ChatGPT, OpenAI sorpassa Anthropic, Anthropic prepara la risposta. Tre domande per scegliere senza inseguire la classifica. E la prima foto del nuovo Spiegamelo Facile.
Tre domande che durano più di una classifica
Noi la vediamo così: un’AI si sceglie come si sceglie un furgone. Nessuno entra dal concessionario chiedendo «il furgone migliore del mondo». Dici cosa devi caricare, quanta strada fai e quanto puoi spendere.
Con l’AI le domande sono tre.
Che lavoro le devi far fare? Scrivere una mail, leggere un contratto di quaranta pagine, mettere ordine nelle fatture, preparare le immagini per i social. Sono lavori diversi, e nessuno strumento arriva primo in tutti. Chi ti dice il contrario, di solito, ha qualcosa da venderti.
Quanto ti costa un errore? Se sbaglia il tono di un post, amen. Se sbaglia una scadenza fiscale, la multa arriva a te: il chatbot non ha la partita IVA. Più l’errore costa, più ti serve uno strumento che ti mostra da dove ha preso le informazioni. E più ti tocca controllare.
Dove stanno già le tue cose? Se passi la giornata dentro la posta e i documenti di Google, o dentro quelli di Microsoft, l’assistente che vive lì parte avvantaggiato: i tuoi file li ha già sotto mano. Quello «migliore», a cui devi incollare tutto a mano ogni volta, dopo due settimane smetti di aprirlo.
Il prompt
Ecco una richiesta da copiare. Dalla all’assistente che usi già.
Copia e incolla nel tuo assistente
Faccio [il tuo lavoro]. Questa settimana devo [il compito preciso].
Uso già questi strumenti: [elenco, anche quelli che non sono AI].
Un errore in questo compito mi costerebbe: [poco / un cliente / una multa].
Dimmi se per questo compito mi basta quello che uso già
oppure se mi conviene uno strumento diverso. Se sì, quale e perché.
Dimmi anche cosa devo controllare io prima di fidarmi del risultato.
Non propormi più di due strumenti. Se non sei sicuro, dillo.
Funziona. E ChatGPT o Grok, se glielo chiedi, vanno anche a cercare in rete in tempo reale.
Il limite è un altro: ogni volta ripartono da zero. Cercano, leggono le prime pagine che trovano (di solito le ha scritte chi quello strumento lo vende) e ti rispondono. Nessuno ha messo gli strumenti uno accanto all’altro, con gli stessi criteri. E nessuno li sta tenendo d’occhio nel tempo.
Per questo stiamo rifacendo Spiegamelo Facile
A domande così, una newsletter alla settimana risponde fino a un certo punto.
Quindi stiamo rifacendo Spiegamelo Facile. Da capo. È la home che hai visto in cima. E la parte grossa del lavoro è quella che nella foto non si vede.
Perché mettere online un elenco di strumenti AI è facile. Ce ne sono già a decine, tutti uguali, tutti pieni di roba che non esiste più.
La rogna è un’altra.
È costruire uno strumento dedicato che fa una cosa sola, di continuo: confrontare gli strumenti AI tra loro. Con gli stessi criteri di valutazione per tutti. I nostri.
Ogni giorno va a guardare dove le novità nascono: i posti dove gli sviluppatori pubblicano i loro progetti, molto prima che ne parli un giornale. Si accorge di cosa sta crescendo mentre cresce, e non tre mesi dopo. Per ogni strumento nuovo capisce cosa fa e a chi serve, e lo mette nel nostro database, accanto agli altri. Sopra ci aggiungiamo la nostra analisi: cosa ci convince e cosa no. Il resto lo buttiamo fuori: i siti morti, i doppioni, quelli che vendono follower finti. (Sì, c’erano anche quelli. Li abbiamo accompagnati alla porta.)
Una ricerca in rete ti dà una risposta. Un confronto che va avanti ogni giorno, con un database nostro sotto, ti dà un metro.
Dietro c’è un lavoro tecnico enorme, e non è finito. Tutto per arrivare a tre cose semplici, che sul sito nuovo trovi in chiaro:
- le tendenze: cosa sta salendo adesso, prima che diventi il titolo di tutti
- gli strumenti nuovi, man mano che escono
- quelli davvero utili per te: dici il lavoro che devi fare, ti risponde con cosa usare
Più una parte sulle notizie: quali ti riguardano e quali puoi lasciar passare.
Va online nei prossimi giorni. Appena c’è ti scriviamo. (Se nel frattempo il sito fa cose strane, è il trasloco. Stiamo ancora aprendo gli scatoloni.)
I nostri 2 satoshi
Forse la domanda giusta non è «qual è l’AI migliore?».
Ma: «migliore per fare cosa?».
Seneca ci era arrivato senza nemmeno un abbonamento:
«Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare.» — Seneca, Lettere a Lucilio, 71
Lui parlava di navi. Ma con tre app aperte e il preventivo ancora da scrivere, il mare è quello.
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