Cos'è la Building in Public Trappola

Il building in public nasce come idea sana: condividi il tuo percorso imprenditoriale sui social, mostri errori e successi, costruisci un pubblico mentre costruisci il prodotto. Bello, no?

Il problema è quando scatta la trappola. Passi più tempo a raccontare quello che fai che a farlo davvero. Ogni piccola decisione diventa un post. Ogni numero diventa una infografica. Ogni settimana diventa un thread su X (ex Twitter).

Esempio pratico: Immagina di star costruendo un'app per ristoratori. Invece di chiamare 10 ristoratori per capire i loro problemi reali, passi tre ore a scrivere un post su LinkedIn che racconta la tua visione del progetto. Ottieni 200 like. Ma zero clienti. Ecco la trappola.

Come funziona (e perché ci caschi)

Il meccanismo è subdolo perché i social ti premiano subito. Posti un aggiornamento sul tuo progetto, arrivano like e commenti. Il cervello registra: sto avendo successo. Ma è una sensazione falsa.

Il vero lavoro — parlare con i clienti, scrivere codice, fare vendite, gestire problemi — non dà soddisfazione immediata. È lento, spesso frustrante, e nessuno ti applaude in tempo reale.

Così, inconsciamente, scegli la strada che ti fa sentire produttivo senza esserlo davvero. È come allenarsi davanti allo specchio invece di correre.

Su piattaforme come X (Twitter) e LinkedIn, interi account sono costruiti su questo modello: fondatori che documentano ogni micro-passo, raccolgono follower, ma il prodotto non decolla mai.

A cosa serve nella pratica (e quando ha senso)

Attenzione: il building in public non è sempre sbagliato. Ha senso quando:

  • Hai già trazione reale e la condivisione attira clienti o investitori
  • Il tuo pubblico è il tuo mercato (es: insegni a fare quello che fai)
  • Usi la condivisione per raccogliere feedback concreti, non solo applausi

Tool come Notion o Substack vengono usati da molti per documentare il percorso in modo strutturato. Ma anche lì, la domanda da farsi è: questo post mi avvicina a un cliente pagante?

Se la risposta è no, stai cadendo nella trappola.

Perché ti riguarda (soprattutto se sei freelance o hai una piccola impresa)

Se sei un freelancer o hai una piccola impresa in Italia, il tempo è la tua risorsa più scarsa. Non puoi permetterti di sprecarla in attività che sembrano lavoro ma non lo sono.

La trappola del building in public è particolarmente pericolosa perché:

  1. Ti fa sentire imprenditore prima di esserlo davvero
  2. Costruisci un pubblico di curiosi, non di clienti
  3. Rimandi le conversazioni difficili (vendite, feedback negativi, pivot)

La regola pratica è semplice: prima fai, poi racconta. Chiudi il primo contratto, poi scrivi come ci sei arrivato. Lancia il prodotto, poi documenta il processo. In questo ordine, non al contrario.

Il racconto è uno strumento di marketing, non un sostituto del lavoro vero.