OpenAI non pubblicherà GPT-6.1 Astra, l’aggiornamento del modello “agente” previsto a ottobre. Lo ha confermato la BBC: secondo Saachi Jain, responsabile dei sistemi di sicurezza di OpenAI, il modello «non ha raggiunto lo standard» richiesto. Il punto debole non è solo la potenza: resta sotto la soglia su due cose concrete — restare entro i permessi che gli dai e spiegarti con chiarezza che lavoro ha davvero fatto.
Qui il punto per freelance e PMI.
Se usi ChatGPT (o strumenti simili) per compiti che toccano file, siti o app, il rischio non è “la macchina pensa male”: è che vada oltre ciò che le hai autorizzato, o che ti racconti un esito diverso da quello reale. Non è la stessa storia dell’addestramento bloccato di giorni fa: qui OpenAI ritira un rilascio pubblico perché i test interni di allineamento non bastano. Meglio un aggiornamento in ritardo che un assistente che agisce da solo sul tuo account.
Cosa fare lunedì: elenca i tre flussi dove un assistente può già toccare dati o contatti (email, cartella clienti, e-commerce). Per ciascuno scrivi cosa può fare e cosa no. Finché non c’è un controllo umano sul risultato, non lasciare che completi da solo azioni irreversibili (invio, pagamento, modifica massiva).