Shopify, sul blog ufficiale, spiega il ritorno dei contenuti così: confronti quanto hai speso per crearli e distribuirli con il valore che generano — vendite dirette, ma anche traffico, contatti, conversioni. Non i like da soli. Il pezzo ricorda che molti marketer già mischiano metriche (Shopify cita circa il 40% con un approccio misto). Per chi lavora in proprio il messaggio utile è più semplice: smettila di giudicare un articolo solo dai cuoricini. Se pubblichi per trovare clienti, ti servono tre numeri minimi: quanto ti è costato (tempo × la tua tariffa), quante persone utili ha portato (non "visualizzazioni"), e quante di quelle hanno chiesto o comprato. Il resto è rumore. Noi la vediamo così: un contenuto "brutto" che porta tre preventivi seri batte un pezzo virale che non muove nulla. La vanity metric è comoda. Il conto in banca no. Cosa fare lunedì: prendi gli ultimi 5 pezzi pubblicati. Accanto a ciascuno scrivi costo stimato e un solo risultato di business (mail, call, vendita). Quelli senza risultato: o li sistemi, o smetti di ripeterli.
Come misurare il ritorno dei contenuti di promozione (non i like)
La redazione di Spiegamelo Facile
La fonte: shopify.com