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Clienti e vendite

Il 90% del lavoro arriva già fatto dall’intelligenza artificiale: i freelance vengono pagati per ripararlo

La redazione di Spiegamelo Facile

Il Guardian racconta un cambio di lavoro che molti freelancer stanno già toccando con mano: le aziende non chiedono più tanto «crea da zero». Chiedono «sistema questa roba fatta con l’AI». Nell’inchiesta, una designer freelance (Lisa) dice che entro il 2025 circa il 90% delle richieste di loghi e packaging che le arrivavano era pulizia di output generato dall’intelligenza artificiale — e che quella roba valeva gran parte del suo reddito annuo. Non è uno studio nazionale. È il racconto di chi sta dentro il mercato creativo. Il pezzo porta anche numeri di piattaforma: su Freelancer.com gli annunci legati a «correggi AI / errore AI / allucinazione AI» sono saliti dell’87% tra agosto 2025 e giugno 2026; Upwork parla di +70% anno su anno sui lavori di riparazione AI. Se sei freelancer, professionista o piccola impresa, il rischio non è solo «l’AI mi ruba il lavoro». È accettare tariffe da ritocco mentre ti chiedono, in pratica, di rifare pezzi interi. Il primo passaggio lo fa la macchina. Il lavoro vero — qualità, stampa, tono, responsabilità — resta umano. Cosa fare lunedì: prima di accettare un «aggiusta questo», chiedi il file originale, definisci cosa è incluso (e cosa no) e tieni la tua tariffa oraria. Se il cliente vuole il prezzo del ritocco e il risultato dell’originale, non è un affare. È uno sconto mascherato.

La fonte: theguardian.com