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Per chi lavora in proprio e non ha tempo per le cazzate

#14

Parli a tutti e non vendi a nessuno (ecco come si sistema)

Meno parole, più fatturato. Sì, funziona così.

In questo numero
  • Il messaggio troppo largo ti affonda il fatturato
  • Aprine uno. Uno qualsiasi. Usalo per 15 minuti. Fine.
  • Poi metti il "per chi è" nella prima riga. Prima di tutto il resto.

Il sistema della settimana

Il messaggio troppo largo ti affonda il fatturato

Ho letto la tua bio di Instagram. Ho letto la tua pagina "Chi Siamo". E indovina? Non ho ancora capito cosa fai per farti pagare.

Non è colpa tua. È la trappola in cui cadono tutti: "Se metto più roba, catturo più gente." No. Catturi più confusione. E la confusione non striscia mai la carta di credito.

Essere generalisti nel marketing è come scrivere sul profilo Tinder: "Cerco un essere umano che respiri." Non attiri più persone. Sembri solo disperato.

Secondo un'analisi pubblicata su Superhuman AI, anche colossi come Microsoft quando lanciano qualcosa di nuovo non dicono "fa tutto per tutti". Dicono: se vivi dentro Microsoft 365, questo è per te. Punto. Pubblico specifico, problema specifico, soluzione specifica.

E queste sono aziende da miliardi. Tu che fatturi un po' meno (con rispetto parlando), hai ancora più bisogno di essere chirurgico.

Ecco come stringere il tuo messaggio in modo che la gente pensi "sta parlando con me".

  1. Scegli UNA persona concreta. Non un "target". Una persona. Con un nome, un lavoro, un problema che la tiene sveglia alle 3 di notte. Marco, commercialista con 15 dipendenti, che perde 6 ore a settimana dietro le email. Scrivi per Marco. Solo per Marco. Spoiler: i Marco là fuori sono migliaia. Ma ognuno penserà che parli solo con lui.
  2. Cancella tutto quello che non è il suo problema. Prendi la tua bio. Leggi ogni frase e chiediti: a Marco gliene frega? Se la risposta è no, via. Senza pietà. Sì, anche quella frase sulla tua "pluriennale esperienza multidisciplinare". Via.
  3. Riscrivi l'offerta come fosse una promessa da bar. Niente gergo. Se non lo diresti a un amico davanti a una birra, non scriverlo. "Aiuto i commercialisti a recuperare 6 ore a settimana automatizzando le email noiose." Fine. Il tuo cliente non vuole sapere quanto sei bravo. Vuole sapere se hai capito quanto sta male lui.
  4. Testa con il test della suocera. Leggilo a qualcuno che non sa niente del tuo lavoro. Se dopo 10 secondi non sa dirti per chi è e cosa risolve, riscrivi. La suocera è il miglior focus group del pianeta. Gratuito, spietato, onestissimo.
  5. Metti il "per chi è" PRIMA del "cosa faccio". La prima riga del tuo sito non deve dire cosa sei tu. Deve dire chi è il tuo cliente e qual è il suo problema. Tu arrivi dopo. Tipo un cameriere bravo: prima chiede cosa vuoi, poi ti porta il piatto.

Il punto è controintuitivo. Tutti pensano che restringere il pubblico significhi perdere clienti. È il contrario. Quando stringi, la gente si riconosce. Quando si riconosce, si fida. Quando si fida, compra.

Smettila di venderti come un coltellino svizzero. Quando qualcuno deve tagliare una fiorentina da un chilo, non usa il coltellino svizzero. Vuole il coltello da carne. Sii il coltello da carne.

Strumento lampo

Questa settimana niente strumento nuovo. Ti dico una cosa onesta: non ti serve un altro tool. Ti serve usare meglio quelli che hai già e che ignori da almeno tre mesi.

Aprine uno. Uno qualsiasi. Usalo per 15 minuti. Fine.

La mossa veloce

Prendi il tuo messaggio principale — bio, homepage, post fissato — e taglialo a metà. Letteralmente. Se sono 100 parole, fanne 50. Se sono 50, fanne 25.

Poi metti il "per chi è" nella prima riga. Prima di tutto il resto.

Ci metti un quarto d'ora. Fallo adesso, non lunedì.

Datemi una leva e sollevero' il mondo. Datemi un buon CRM e sollevero' il fatturato. (Archimede, SaaS edition)
— Quelli di Spiegamelo Facile

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