Se sei un professionista sanitario e stai valutando come usare MioDottore PRO nel tuo lavoro, la prima cosa da fare è una: rallentare. Non nel senso di rimandare, ma nel senso di capire cosa stai adottando prima di caricarci dentro i dati veri dei tuoi pazienti. Perché quei dati non sono un Excel di contatti commerciali — sono dati sanitari, e la faccenda è un po' più delicata.
Detto questo, partiamo da quello che sappiamo.
Cosa fa MioDottore PRO, concretamente
MioDottore PRO è presentato in italiano sulla pagina ufficiale, il che è già una buona notizia per chi non ha voglia di tradurre ogni voce di menu. Tra le funzioni dichiarate ci sono la gestione dell'agenda, la cartella clinica e i promemoria ai pazienti — con una precisazione importante: queste funzioni dipendono dal piano che scegli. Non tutto è disponibile ovunque.
C'è poi una cosa che, se lavori in Italia, vale oro: la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI). Secondo quanto dichiarato sulla pagina dei prezzi ufficiale, il prodotto prepara o invia direttamente la fattura elettronica italiana. Chiedi però conferma al tuo commercialista prima di considerarla come unica soluzione — ogni studio ha le sue specificità.
Come iniziare senza fare danni
Prima di inserire un solo paziente vero, fai una cosa sola: esplora il programma con dati inventati. È il modo più sensato per capire come funziona senza mettere a rischio informazioni reali.
Ecco una sequenza di prova ragionevole:
- Crea un paziente di fantasia con nome, cognome e visita inventati — giusto per vedere come si muove l'interfaccia.
- Imposta un promemoria per questa visita immaginaria e osserva cosa riceverebbe il paziente: così capisci il tono e il contenuto delle comunicazioni automatiche prima che arrivino a qualcuno di reale.
- Prima di caricare qualsiasi dato vero, chiedi per scritto al fornitore dove vengono conservati i dati, chi può vederli e come si esportano se un giorno decidi di cambiare programma. Fatti consegnare il contratto per il trattamento dei dati. Non è burocrazia fine a se stessa: è il minimo sindacale quando si tratta di cartelle cliniche.
Sembra banale, ma questo terzo punto è quello che la maggior parte delle persone salta. E poi si ritrovano con duecento schede paziente bloccate dentro una piattaforma da cui non riescono a uscire. (Non è un caso ipotetico particolarmente raro, purtroppo.)
Cosa controllare prima di scegliere il piano
MioDottore PRO ha piani diversi, e le funzioni non sono tutte uguali in ciascuno. Prima di firmare qualsiasi abbonamento, verifica almeno questi punti:
- La cartella clinica è inclusa nel piano che stai considerando?
- I promemoria automatici ai pazienti funzionano da subito o sono una funzione premium?
- La fattura elettronica SdI è disponibile nel tuo piano o solo in quello superiore?
La pagina dei prezzi è il posto giusto da cui partire per confrontare i piani: pro.miodottore.it/prezzi. Guarda con calma prima di cliccare su qualsiasi tasto verde.
Una cosa che spesso si trascura: i dati sanitari non sono come gli altri
Insistiamo su questo punto perché vale la pena dirlo chiaramente: i dati dei tuoi pazienti rientrano nella categoria dei dati sensibili più tutelata dalla normativa italiana ed europea. Non puoi trattarli come tratteresti un elenco di clienti di un negozio.
Questo non significa che MioDottore PRO non vada bene — significa che, qualunque strumento tu usi, hai la responsabilità di sapere dove finiscono quei dati e chi può accedervi. Fallo prima di partire, non dopo.
Insomma: buono strumento, domande giuste da fare. Nell'ordine giusto.