Capire come usare Danea Easyfatt nel tuo lavoro è una di quelle cose che sembra semplice finché non ti siedi davanti al programma per la prima volta e pensi: "ok, da dove parto?". Tranquillo. Ci passiamo tutti.
Easyfatt è un software di fatturazione e gestione contabile pensato per il mercato italiano, presentato dal produttore direttamente in italiano sulla sua pagina ufficiale. Tra le funzioni dichiarate c'è la gestione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI), che per chi lavora in Italia non è un dettaglio: è praticamente l'unico modo legale di emettere fatture verso privati e aziende.
Prima di toccare qualsiasi cosa: il giro col commercialista
Beh, lo diciamo subito così evitiamo guai: nessun software, per quanto ben fatto, sostituisce un passaggio con il tuo commercialista. Gli obblighi fiscali in Italia cambiano a seconda del regime, dell'attività, del tipo di clienti. Quello che va bene per un grafico in regime forfettario può essere completamente diverso da quello che serve a una piccola srl.
Quindi sì, studia il programma, esplora, fai prove — ma prima di emettere la prima fattura vera, fai controllare il setup a qualcuno che conosce la tua situazione specifica. Non è burocrazia inutile: è evitare di ricominciare da capo tra sei mesi.
Come iniziare: una prova che non ti mette nei guai
Il modo più sensato per prendere confidenza con Easyfatt è fare una fattura di prova, con dati inventati, senza inviare niente. Ecco come ha senso procedere (attenzione: questi sono passi didattici ipotetici, non una procedura testata dalla redazione):
- Crea un cliente fittizio. Inserisci un nome inventato, dati di fantasia. L'obiettivo è esplorare il modulo senza sporcare i tuoi archivi reali.
- Aggiungi un servizio di prova. Una voce qualsiasi, con un prezzo che non significa nulla. Serve a vedere come funziona la gestione delle voci in fattura.
- Prepara la fattura e controlla tutto. Numerazione progressiva, aliquota dell'imposta, totale lordo e netto. Sono i punti dove gli errori si annidano e dove vale la pena passare del tempo.
- Non inviare niente. Il punto è guardare, capire il flusso, prendere nota di quello che non ti è chiaro.
- Porta i dubbi al commercialista. Con la fattura di prova in mano è molto più facile fare domande precise: "questo campo va così?" è meglio di "non capisco come funziona".
È un approccio un po' lento? Forse. Ma è quello che ti evita di scoprire a marzo che hai emesso sei mesi di fatture con l'impostazione sbagliata. (E chi c'è passato sa che non è una bella scoperta.)
La fattura elettronica: la parte che spaventa di più
Il Sistema di Interscambio, o SdI per gli amici, è il canale obbligatorio per la fatturazione elettronica in Italia. Easyfatt, secondo quanto dichiarato dal produttore, supporta questa funzione. Insomma, dal lato tecnico il pezzo c'è.
Il punto critico non è il software: è capire se la tua configurazione è quella giusta per la tua partita IVA. Regime fiscale, codice destinatario, dati del cliente — sono dettagli che sembrano banali e che invece, se sbagliati, fanno rimbalzare le fatture o le fanno arrivare nel posto sbagliato.
Quindi: sì a Easyfatt per la gestione del flusso SdI. Ma con una verifica iniziale che vale il tempo che ci metti.
Una cosa che in pochi si ricordano di fare
Tieniti aggiornato. La normativa sulla fatturazione elettronica in Italia cambia con una certa frequenza — nuovi obblighi, nuove scadenze, nuovi formati. Controllare ogni tanto la pagina ufficiale di Danea e chiedere al commercialista se c'è qualcosa di nuovo non è paranoico: è semplicemente lavorare senza brutte sorprese.
Insomma, Easyfatt può essere uno strumento utile per gestire la fatturazione quotidiana. Ma come tutti gli strumenti, funziona bene quando sai cosa stai facendo — e quando qualcuno di competente ti ha aiutato a impostarlo nel modo giusto per la tua situazione.