Cos'è

Ogni volta che emetti una fattura, devi fare i conti con due cose distinte: l'IVA e le tasse sul reddito.

L'IVA è quella percentuale (di solito il 22%, a volte il 10% o il 4%) che aggiungi al prezzo del tuo servizio o prodotto. Non è tua: la incassi dal cliente e la giri allo Stato. Sei tipo un esattore per conto del fisco.

Le tasse sul fatturato, invece, dipendono da quanto hai guadagnato davvero. Se sei in regime forfettario, paghi una percentuale fissa sul fatturato (il 15%, o il 5% nei primi anni). Se sei in regime ordinario, paghi l'IRPEF su quello che ti rimane dopo le spese.

Esempio pratico: sei un grafico freelance e fatturi 1.000 euro a un cliente. Aggiungi il 22% di IVA: la fattura totale è 1.220 euro. Quei 220 euro non sono tuoi, li versi all'Agenzia delle Entrate. Dei 1.000 euro, poi, una parte va in tasse sul reddito.

Come funziona

Pensa all'IVA come a un pacco che passa per le tue mani ma non ti appartiene. La incassi, la tieni da parte e la versi periodicamente (ogni mese o ogni trimestre, a seconda dei casi).

Le tasse sul fatturato, invece, le calcoli a fine anno o in anticipo con gli acconti. Se sei forfettario, è semplice: moltiplichi il fatturato per il coefficiente di redditività (che varia per categoria) e poi applichi l'aliquota del 15%.

Se sei in regime ordinario, la faccenda si complica: entrano in gioco le spese deducibili, i contributi previdenziali, le detrazioni. Qui un commercialista diventa quasi indispensabile.

A cosa serve nella pratica

Sapere come funzionano IVA e tasse ti evita brutte sorprese. Quante volte senti di freelance che a fine anno si trovano senza soldi per pagare il fisco? Succede perché hanno speso tutto senza mettere da parte la quota per le tasse.

Strumenti come Fatture in Cloud o Fiscozen ti aiutano a tenere traccia di tutto: emetti fatture, il software calcola l'IVA da versare e ti avvisa delle scadenze. Fiscozen, in particolare, combina software e consulenza di un commercialista dedicato — ottimo per chi è in forfettario o sta crescendo.

Anche Quickbooks è usato da molte piccole imprese italiane per gestire la contabilità e monitorare le tasse in tempo reale.

Perché ti riguarda

Se sei un freelance o hai una piccola impresa, questo non è un dettaglio tecnico da lasciare al commercialista e dimenticare. È soldi tuoi che stai gestendo (o non gestendo).

Una regola pratica: metti da parte il 25-30% di ogni pagamento ricevuto. Copre IVA, tasse e contributi. Sembra tanto, ma è meglio scoprirlo ora che a giugno quando arriva la cartella.

Capire la differenza tra IVA e tasse sul reddito ti aiuta anche a fare prezzi giusti. Se fatturi 1.000 euro, non stai guadagnando 1.000 euro. Lo sanno tutti, ma pochissimi ci fanno i conti davvero.